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Ugo Levita

Ugo Antonio Levita nasce ad Acerra nel 1958; frequenta gli studi artistici prima a Napoli in seguito a Firenze. Negli anni ottanta, a Napoli, insieme ad altri giovani dà vita al gruppo Ascendente & Di-scendente. Del 1998, nel castello di Acerra, è la sua prima mostra personale.

Attualmente collabora con Libellule LTD – Magic Realism, che ha sede ad Hong Kong, San Franci-sco e Parigi, la quale raccoglie artisti mondiali di ispirazione surrealista, e con il Centre for Art of International Imaginary Realism in Danimarca. È inserito nell'Euro-Bilder-Projekt, come rappre-sentante dell'Italia tra i paesi che hanno aderito alla moneta unica. Nel 2011 espone cinque opere nel Padiglione Italia della 54a Biennale di Venezia. Espone al Grand Palais di Parigi nella mostra Comparaisons 2014. Nel 2015 è presente alla Expo Arte Contemporanea di Milano, a cura di Vitto-rio Sgarbi. Nel 2020 espone di nuovo al Grand Palais di Parigi nella mostra dedicata alla figura di Jean de La Fontaine. Nel 2021 espone alle fiere Carrousel du Louvre di Parigi e al Discovery Art Fair di Francoforte. Nel 2022 presenta presso la Galleria d’Arte Moderna di Roma capitale il suo Cosa sono le nuvole? nel convegno internazionale di studi “Nel volto di Pasolini” a cura di Claudio Crescentini e Silvana Cirillo. Nel 2023 è a Todi con una mostra personale al Torcularum del Nido dell’Aquila, a cura dell’associazione Artex-International. Nel 2024 ritorna in Campania con mostre personali ad Ercolano, Ischia e Napoli.

Napoletano verace, ma trapiantato in Umbria, Ugo Levita è pittore che unisce il “cervello”, fervido d'immaginazione fremente, all'abilità pittorica, quel virtuosismo di cui si è perso oggigiorno il gusto, la sfida, il senso, la bellezza, la necessità. Al trucco scoperto delle avanguardie epigoniche tutto stupore e ferocia, non di Kandinskji, Pascali, Klee, Burri, Duchamp, Pollock, Manzoni, Fontana..., Levita oppone una pittura di fantasie e di sogni, di incubi e di miti, di simboli e di miracoli, il tutto in un intrico di piani e di flash back, di commistioni e di intarsi. Un mondo il suo pieno di misteri e di narrazioni circolari, dove lo spazio e il tempo si trovano in somma sintonia, dentro la storia audace e onirica dell'utopia, in un universo di figure trasfigurate e di corpi o volti che non sai se più umani o angelici. Una pittura di sterminata felicità, nonostante la realtà.





ODISSEA SULLA TERRA O NELLO SPAZIO DI STANLEY KUBRICK
Olio e acrilico su tela, cm 150 x 150, 2023
Testo di Antonio Carlo Ponti

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